Partito Democratico Moiano (Perugia)
Il portale del Partito Democratico di Moiano (Perugia). Se ti registri al sito potrai accedere a sezioni riservate, inserire commenti e proporre contenuti.
Parte in tutta Italia la campagna di tesseramento 2012 del Partito Democratico. Quest'anno i testimonial sono i militanti democratici. Sono loro a prestare volto e voce alla campagna di tesseramento. Centinaia di migliaia di persone, donne e uomini, ragazze e ragazzi che dedicano una parte della propria vita privata all’impegno civile e politico, e che rappresentano le gambe su cui camminano le idee e i valori del Partito Democratico. Persone di età ed esperienze diverse, accomunate dalla passione politica. In una fase di disillusione verso la politica ci sembrava importante rappresentare anche chi nella buona politica, fatta di valori e servizio civico, continua a credere ed impegnarsi. Partecipa anche tu.
Liberalizzazioni. Ecco di cosa si parla.
Più farmacie, più licenze per i taxi, più notai, addio alle tariffe minime per i professionisti, gare pubbliche per le concessioni delle spiagge. Sono queste le principali misure contenute nel decreto liberalizzazioni cui sta lavorando il Governo che, dopo un primo giro di tavolo oggi al consiglio dei ministri, accelererà il passo nei prossimi giorni per arrivare al varo il 19 gennaio. Nella 'bozza' che circola c'è anche una deroga per l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori anche se, secondo quanto si apprende, la norma potrebbe essere non inserita nel testo definitivo. Continuano intanto le proteste delle categorie colpite mentre la Cgia di Mestre avverte che negli anni le liberalizzazioni non hanno portato risparmi ai consumatori, ma sono costate alle famiglie italiane quasi 110 mld di euro (109,6 mld di euro, 286 euro l'anno a famiglia).
Solo l'apertura del mercato dell'energia elettrica ha dato risultati positivi. Altroconsumo stima invece notevoli risparmi per i cittadini per le liberalizzazioni in arrivo: 500 milioni annui dall'apertura di nuove farmacie, oltre 3 miliardi di euro per il sistema Italia (circa 150 euro all'anno per famiglia) dalle misure sui carburanti, un calo del 30% delle tariffe dalla liberalizzazione delle professioni.
Ecco tutte le novità secondo quanto scritto nelle diverse bozze del decreto legge che circolano
NO ART.18 FINO A 50 DIPENDENTI. In caso di incorporazione o fusione di due o più imprese che occupano 15 o meno dipendenti, il numero di prestatori d'opera è elevato a 50. Questo è quanto indicato nella bozza del dl, che nell'ultima versione presenta però un appunto a penna: tre punti interrogativi, lasciando intendere che la materia potrebbe essere rinviata all'attenzione del ministro del Lavoro Elsa Fornero.
TAXI. Le licenze saranno fornite dall'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori servizi e forniture, che potrà decidere quante licenze rilasciare per ogni Comune.
SALDI SENZA LIMITI I commercianti potranno decidere in autonomia il periodo nel quale effettuare sconti, saldi o vendite straordinarie, la durata delle promozioni e l'entità delle riduzioni.
UNA FARMACIA OGNI 3.000 ABITANTI. Il numero delle autorizzazioni è stabilito in modo che vi sia una farmacia ogni 3.000 abitanti. Nelle Regioni con numero di farmacie inferiore al fabbisogno stimato, i farmaci di fascia C potranno essere venduti anche negli esercizi commerciali.
PIÙ NOTAI ENTRO 2013. Entro il 30 giugno 2012 è bandito un concorso pubblico per la nomina a notaio per 500 posti. Entro il 30 giugno 2013 è bandito un ulteriore concorso pubblico per la nomina a notaio per 500 posti.
PROFESSIONISTI, VIA TARIFFE MINIME. Sono abrogate tutte le tariffe professionali, sia minime sia massime.
FERROVIE, NO OBBLIGO CONTRATTO COLLETTIVO. Eliminato l'obbligo di applicare i contratti collettivi di settore nel trasporto ferroviario.
RFI SCORPORATA DA FS. Scorporo della rete ferroviaria dal Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane. Le azioni di Rfi dovrebbero essere cedute al ministero dell'Economia.
POMPE BENZINA. I benzinai potranno decidere di acquistare i carburanti presso i grossisti meno cari, anche se non hanno il marchio a cui l'impianto fa riferimento. Presso le pompe di carburante sarà anche possibile vendere tabacchi, giornali e altri beni.
GARE PUBBLICHE PER CONCESSIONE SPIAGGE. La selezione del concessionario sui beni del demanio marittimo avverrà attraverso procedure ad evidenza pubblica trasparenti, competitive e debitamente pubblicizzate, secondo il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa. Le concessioni non possono avere durata superiore a quattro anni.
DEBITI FISCO, RATE ANTICRISI. Potranno essere pagate con rate di «importo crescente» per aiutare i contribuenti nel periodo di crisi. - BANCOMAT. Tetto alle commissioni bancarie.
QUOTIDIANI ANCHE IN PICCOLE LIBRERIE. Cade il 'limite minimo' di superficie per vendere quotidiani e stampa periodica nei distributori di benzina, nei supermercati e nelle librerie.
ASSICURAZIONI. Doppio canale per i risarcimenti a seconda che sia danneggiato il veicolo o la persona.
AUTHORITY TRASPORTI ALL'AUTORITÀ ENERGIA. Le funzioni di Authority dei trasporti vengono assegnate all'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici o, in alternativa, all'Autorità per l'energia e il gas, che assumono il nome di 'Autorità delle reti'.
AGENDA DIGITALE. L'Agcom chiede in una segnalazione a Governo e Parlamento di istituirla attraverso la legge sulla concorrenza e propone anche l'istituzione di cabina di regia gestita dal Ministro dello sviluppo economico.
Monti ribalta Silvio "Rubano evasori, non lo Stato"
Andare alla ricerca della prima dichiarazione di Silvio Berlusconi con la promessa di «non mettere le tasche degli italiani», o l'accusa al centrosinistra di aver fatto proprio questo, forse non è neanche molto utile, tanto è notorio lo slogan del cavaliere. Più interessante, per contestualizzare la frase sfoderata oggi da Mario Monti, è ricordare l'occasione in cui il leader Pdl ammise invece di essere venuto meno al proprio credo, con tanto di confessione «il nostro cuore gronda sangue quando pensiamo che uno dei vanti del nostro governo era non aver mai messo le mani nelle tasche degli italiani, mi cito tra virgolette». (>>>)
Vitalizi, abolizione dal 2015 e non per i consiglieri in carica. Scatta altra mini-sforbiciata alle indennità
Ma dal 2014 stipendi uguali a prima. Ok in aula entro dicembre
Abolizione dei vitalizi sì ma non subito e non per gli attuali consiglieri in carica, mentre scatta un’altra mini-sforbiciata agli stipendi di assessori e consiglieri come «contributo di solidarietà». Per la precisione, la proposta presentata questa mattina all’Ufficio di presidenza di palazzo Cesaroni da Eros Brega (che ritorna al suo posto dopo il malore che l’ha colpito nei mesi scorsi) prevede l’abolizione a partire dal 2015. Quelle presentate da Brega sono però soltanto le linee guida emerse dalla Conferenza nazionale dei presidenti dei consigli regionali. Una presa d’atto quindi dalla quale dovrà nascere un articolato da votare in Prima commissione nei prossimi giorni per poi approdare in Aula entro il 20 dicembre, data entro la quale il tutto dovrà essere approvato.
L’opzione Dal 2015 i consiglieri in carica potranno optare tra la corresponsione del vitalizio o la liquidazione dei contributi versati. Un pacchetto, quello presentato mercoledì mattina a palazzo Cesaroni, che ha scatenato la reazione di Rifondazione comunista.
Scelta furbesca Il vicepresidente del Consiglio infatti, firmatario insieme al consigliere Damiano Stufara di una proposta più radicale sul tema, pur non avendo partecipato all’Ufficio di presidenza spiega di essere contrario alla proposta. «Rinviare l’abolizione dei vitalizi al 2015 – spiega Goracci – mi sembra una scelta furbesca e di comodo. Il vitalizio viene percepito come uno dei privilegi più odiosi di cui usufruisce la casta, e questo pesa ancor più in un momento dove al normale cittadino vengono chiesti sempre più sacrifici e vengono tagliati diritti fondamentali per una vita dignitosa».
La protesta di Stufara Nel corso della conferenza dei capigruppo di mercoledì Stufara lamenta poi di non aver potuto illustrare la sua proposta: «Si tratta – scrive il consigliere – di un grave un atteggiamento che comprime gli spazi di confronto e democrazia» a fronte di «una proposta di Brega e Lignani che fa salvi i vitalizi dei consiglieri regionali attualmente in carica». La proposta a firma Stufara-Goracci infatti prevede l’abolizione dell’assegno anche per i consiglieri in carica. Per gli ex invece, non essendo possibile procedere alla cancellazione del vitalizio, il Prc chiede che venga prelevato un 10% da destinare ad un fondo di solidarietà.
Dal 2014 tutto come prima Proposta parzialmente accolta dall’Ufficio di presidenza che con un’altra proposta di legge (entrambe saranno discusse nei prossimi giorni in Prima commissione) prevede una decurtazione del 10%, dall’ottobre 2011 al dicembre 2013, delle indennità di consiglieri e assessori sulla somma eccedente i 90 mila euro lordi. Fare quattro conti è abbastanza semplice. Nel novembre 2010 l’indennità lorda di consiglieri e assessori viene tagliata di un 10% (ma solo fino al 2014) per la parte eccedente gli 80 mila euro. Partendo quindi da quota 118 mila, alla fine ogni mese in tasca vengono 180 euro netti in meno. Con la proposta di mercoledì si passa ad un altro taglio di 2.420 euro annui (circa 200 euro al mese). Dal 31 dicembre 2013 però il contributo cessa così come il taglio pensato nel 2010, con il risultato che, salvo altri interventi e salvo che l’articolato in aula corrisponda alle proposte presentate mercoledì, tutto torna come prima. (D.Bovi - umbria24.it)
Pd Umbria, documento del partito sul futuro
"SEMPLIFICAZIONE, ADEGUATEZZA, SUSSIDIARIETÀ PER UNA MIGLIORE TENUTA DELL’UMBRIA".
Sulle riforme per l’Umbria “il Partito Democratico ha portato avanti un percorso politico lungo e partecipato, che ha visto il coinvolgimento nella discussione di livelli istituzionali e sociali e dei territori, con l’obiettivo di valutare le modalità con cui le istituzioni riescono a essere efficaci ed efficienti e tenendo a riferimento l’opportunità di procedere a una semplificazione complessiva e generale per rilanciare la governance regionale”. Lo ha sottolineato Lamberto Bottini, Segretario Regionale del Pd Umbria, intervenendo questa mattina, con Antonello Chianella e Paolo Baiardini, alla conferenza stampa di presentazione del Documento del Pd sulle riforme per l’Umbria, discusso ieri in Direzione Regionale. Secondo Bottini, muove la definizione della Riforma Endoregionale “la necessità di ricollocare le funzioni sui livelli elettivi, di portate i servizi vicini al cittadino, di rendere l’Umbria più coesa e competitiva, producendo risparmi sul versante pubblico, rispondendo alle nuove esigenze del privato e accompagnando l’uscita dalla crisi”. In questo contesto, “sussidiarietà, adeguatezza, semplificazione, differenziazione, efficienza devono essere il riferimento per una migliore tenuta dell’Umbria e ci poniamo l’obiettivo di affrontare chi fa che cosa in un Paese come il nostro, in cui il groviglio burocratico è spesso un freno alla crescita”. “Il motore politico della riforma – ancora Bottini - non è soltanto il risparmio ma una diversa esigenza di allocazione di funzioni, poiché è cambiato lo scenario di riferimento, in un processo dove il pubblico è sempre più chiamato ad un ruolo di regia e il privato sempre più a fare le cose. Si sta passando o si è passati da una fase in cui i Comuni cercavano di accaparrarsi risorse per realizzare cose ed erogare servizi e mantenerli, in una specie di concorrenza anche con i Comuni vicini, ad una fase dove il vicino è un partner e non un competitor e questo invita a superare anche la storica difficoltà dei Comuni a mettersi insieme”. L’orizzonte è “una regione all’avanguardia, innovativa”. Via libera, allora, al superamento delle Comunità Montane con l’istituzione di un’unica Agenzia regionale, che costituisca un’esperienza a tempo e non entri in concorrenza con gli operatori di mercato. Salvaguardando il lavoro ma prevedendo il blocco del turn over e incentivi all’uscita. Sì al superamento degli Ati con la creazione di un unico ambito regionale per il servizio idrico e di un unico ambito per i rifiuti, nella convinzione che “semplificare può garantire le migliori condizioni perché anche i soggetti gestori possano entrare in sinergia tra loro”. E sui consorzi: posto che “dobbiamo aumentare efficacia e semplificazione e che l’idea in verifica è la riduzione a uno, riteniamo opportuno che laddove c’è un positivo rapporto tra istituzioni locali, territori e consorzi se ne tenga conto”. “Si può, dunque, pensare - secondo Bottini - all’opportunità di spostare le funzioni pubbliche sui Comuni che poi autonomamente possono decidere se delegarle ai consorzi”. “Siamo anche per il superamento delle tariffe minime”. Più che positivamente viene, inoltre, valutata la costituzione delle Unioni dei Comuni, sulla base degli ambiti sociali, per lo svolgimento delle funzioni delegate. “Per quanto riguarda i servizi di area vasta – ancora Bottini – per ora facciamo riferimento alle Province”. L’assetto complessivo della riforma dovrà, infine, tenere in debita considerazione la necessità che le risorse a disposizione siano in rapporto alle funzioni e che dovrà essere dato opportuno risalto alla fase concertativa. I risparmi? “In prospettiva avremo risparmi molto importanti”. Parola di Bottini, che sottolinea, ad esempio, come l’attuale assetto delle Comunità Montane produca una spesa complessiva per funzioni, personale e lavori di non meno di 100 milioni di euro. Da qui a breve la discussione si sposterà sul tema sanità. “Faremo lo stesso percorso di partecipazione e coinvolgimento”, assicura Bottini. E per quanto riguarda le priorità “è evidente che bisogna evitare le duplicazioni, ragionare sulla rete di emergenza, lavorare sulla razionalizzazione di personale e servizi”. “Non può rimanere fuori dal ragionamento, ovviamente, l’architettura del Sistema Sanitario Regionale”, ma in questo senso “la riflessione è aperta”.



