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Leonelli: Qualcuno blocca il rinnovamento

Giacomo Leonelli, segretario regionale del Pd Umbro in una intervista  di Diego Aristei al Corriere dell'Umbria del 6.11.2014.

Dimenticate subito il "tenero Giacomo" mai offensivo, mai sopra le righe.Con il suo carattere positivo ha conquistato il cuore di tutti. Un vero e proprio pa­cioccone. Giacomo Leonelli, segretario regionale del Parti­to democratico, è invece un fiume in piena. E' pronto al braccio di ferro con chi all'interno del Pd umbro non vuole il rinnovamento.Se necessario sbattere anche la porta e salutare tutti. Pugno duro contro il gruppo consiliare re­gionale democratico che ora si trova di fronte una sola strada: rispettare quanto deciso dalla direzione Pd. Le distanze tra il gruppo guidato da Renato Locchi e il numero uno di piazza della Repubblica sono evidenti al punto che Leonelli non parteciperà più alle riunioni a palazzo Cesaroni. La rabbia sul volto di Leonelli è tanta.Secondo lei c'è la volontà di fare questa benedetta legge elettorale?
"La direzione ha indicato un percorso che va verso la scelta dell'introduzione della preferenza di genere, l'abolizione del listino e il collegio unico, se all'interno del consiglio regionale,c'è una maggioranza su questa ipotesi.Ecco i paletti che il Pd ha posto e il grup­po consiliare deve prendere atto"
La responsabilità a questo patto cade su Locchi e compagni. "Direi proprio di sì. Ricordo a tutti che la direzione regionale non è un organismo di amici ma figlia delle primarie. Per quanto mi riguarda questo è un capitolo chiuso al punto che non parteciperò più ai lavori del gruppo. I consiglieri Pd sanno come devono comportarsi".
E veniamo alle primarie.Si fa­ranno? ''Anche qui facciamo chiarezza. Le primarie non sono un interruttore che accende e spegne il segretario.Tre giorni fa è arrivata la comunicazione ufficiale della presidente Catiuscia Marini che si rende di­ponibile per il secondo mandato. Se c'è il 30% di firme del­ l'assemblea Pd o il 15% degli iscritti che chiedono le primarie, indicando un'altra candiatura, queste si faranno. ln caso contrario no".
Scusi Leonelli ma all'interno del Pd qual è il giudizio sulla Marini? Dagli interventi alla direzione tutti, dico tutti, seppure con sfumature diverse hanno chiesto di ricandidare la presidente.Adesso il dibattito è all'intemo dei circoli".
Ne sapremo di più alla prossima assemblea regionale? "L'assemblea prenderà qual­che decisione mettendo anche paletti per il futuro".
Ad esempio su le deroghe o su chi potrà partecipare alla competizione? 
Voglio essere chiaro. Dobbiamo dare segnali d'innovazione. Non sono disponibile a guidare un percorso dove tutto resta fermo, dove non si percepisce un segnale di rottura con il passato che il nostro popolo invoca".
C'è questo rischio? Ci sono esponenti del partito che bloccano questo rinnovamento? "Mi sembra evidente. In molti non c'è ancora la consapevolezza che bisogna voltare pagina. Non possiamo risolvere il tema della rottura con il passato unicamente con le primarie. E se dovesse vincere una figura che guarda al passato?".
Leonelli parliamo di lei. Si candida o no? E' difficile se non impossibile, essere arbitro e giocatore al tempo stesso. "E' un falso problema. I segretari sono quasi tutti consiglieri se non addirittura presidenti di Regione o parlamentari. Fatta questa premessa dico che sono a disposizione per dare un contributo soprattutto a Perugia. Ma non voglio essere di peso".
E quindi? "Se si va verso una mia candi­datura in consiglio regionale, metterò in campo tutti gli strumenti per rendere trasparente e serena la competizione".
Non pensa di mettere a rischio la sua segreteria? In sostanza se dovesse essere bocciato dagli elettori, si troverebbe di fronte solo una strada: le dimissioni. E i suoi avversari all'interno del Pd alzerebbero in alto i calici. "Come Matteo Renzi sono abituato a metterci la faccia. Se dovessi candidarmi e non essere eletto chiaramente mi dimetterei. 
Leonelli, pensa di avere saldamente in mano il partito? "M'interessa essere coerente con il progetto di Renzi in chiave nazionale e il mio per quanto riguarda l'Umbria. Se il progetto funziona si va avanti altrimenti faccio un passo indietro".
Perché il sondaggio non è stato reso pubblico? "I sondaggi sono fatti per fotografare una situazione e lavorare di conseguenza. Il risultato è tutto sommato posi­tivo anche se vedo alcune criticità soprattutto a Perugia.
E sui nomi? "Una scelta voluta a livello nazionale per capire qual è l'intenzione degli elettori. Una polemica che non esiste".
Il Pd è un partito a vocazione maggioritaria. Questo significa che può correre da solo? "Noi elaboreremo un programma e un progetto di go­verno. Se questo avrà affinità con gli alleati bene altrimenti, correremo da soli".
Per concludere una curiosità: come mai non c'è feeling tra lei e Andrea Cernicchi? "Questo non lo so. Posso però dire che Cernicchi evidentemente non sentiva suoi i lavori della segreteria visto che ha partecipato solo una volta. Ho provato a chiamarlo telefonicamente, era irraggiungibile e per questo gli ho inviato un sms. Tutto qui".
 

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